giovedì 25 febbraio 2010

La “Juventus”, la Vecchia Signora, storia e mito di una gloriosa società

La Juventus anche conosciuta come La vecchia signora, La fidanzata d’Italia etc.. è sicuramente la società calcistica più importante del Piemonte, d’Italia e fra le prime del mondo. Il Palmares della Juventus è di primissimo ordine, quì hanno giocato quasi tutti i migliori calciatori che hanno frequentato il campionato italiano.

Fermo restando la mia Juventinità, nella toglie che aldilà dei classici sfottò con i cugini granata (di cui parlerò in un prossimo blog), io tifi sempre per le squadre o per gli atleti Piemontesi in qualsiasi sport. Non entro in merito di quanto successo con calciopoli ma per me gli scudetti restano “29”.
Detto questo sottopongo un riassunto della Storia della Juventus (Se siete interessati potrei scrivere una storia completa e pubblicarla a puntate).

 
image
Questo è il glorioso stemma della Juventus (quello nuovo è nuovo e basta)

LA STORIA DELLA JUVENTUS

Lo Sport Club Juventus viene fondato nel 1897 a Torino  e la prima divisa sociale prevedeva una camicia bianca sostituita nel 1899 da una curiosa camicia rosa con cravatta nera.
Due anni dopo la società assume l'attuale nome di Juventus Football Club. Nel 1900 partecipa al suo primo campionato Federale, ma non supera nemmeno le eliminatorie.
Nel 1903 abbandona la maglia rosa e compaiono per la prima volta gli odierni colori bianconeri. Il primo vero successo arriva nel 1905 quando la Juventus vince il primo titolo di Campione d'Italia. Nel girone finale la Juventus chiude al primo posto davanti al Genoa staccato di un solo punto.
L'anno dopo è prima con il Milan nel girone finale, ma rinuncia allo spareggio per il titolo.
Seguono vent'anni in cui la società torinese consolida la propria presenza nel calcio italiano fino a fare il bis nel campionato 1925-1926 quando vince il suo secondo scudetto. La Juventus arrivò alle finali contro l'Alba che viene sconfitta 7-1 a Torino e 5-0 a Roma. E' di questi anni (1920) la prima presenza in azzurro di un calciatore juventino: il portiere Giacone debutta il 28 marzo in Svizzera-Italia 3-0, amichevole. Ormai la Juventus è una delle principali realtà del calcio italiano e con l'istituzione del campionato a girone unico, nel 1929-1930, chiude al terzo posto. L'anno successivo, però, i bianconeri aprono un ciclo vincente che li porta a conquistare cinque titoli di Campione d'Italia consecutivi.
La officina dei fratelli Eugenio ed Enrico Canfari, prima sede dello Sport Club Juventus in corso Re Umberto 42, Torino (1897).
Dal 1930 al 1935 la Juventus non ha rivali. Nel 1930-1931 vince con quattro punti di vantaggio sulla Roma, l'anno successivo ancora quattro punti di vantaggio sul Bologna (fissando il record di 10 vittorie consecutive), nel 1932-1933 otto sull'Inter, nel 1933-1934 quattro ancora sull'Inter e infine nel 1934-1935 due sempre sull'Inter. E' la Juventus dei Combi, Rosetta, Caligaris, di Giovanni Ferrari (che ancor oggi è con Furino il calciatore ad aver vinto più scudetti, otto) e di Felice Borel, detto Farfallino, che nel 1933-1934 realizza 32 reti in campionato, miglior cannoniere stagionale della storia juventina. Allenatore dei 5 scudetti è Carlo Carcano.
Con la vittoria dello scudetto del 1935 si chiude il primo ciclo Juventus che negli anni precedenti alla guerra non riesce più a imporre il proprio calcio. Campionati anonimi, ad eccezione del 1937-1938 in cui si piazza al secondo posto a due punti dall'Inter campione d'Italia. La società bianconera aggiunge al suo palmares soltanto due coppe Italia.
La prima la vince al termine della stagione 1937-1938 battendo in finale il Torino: 3-1 per i bianconeri all'andata e 2-1 al ritorno. L'altra vittoria arriva nel 1941-1942 e stavolta nella doppia finale la Juventus batte il Milano: solo un pareggio per 1-1 nell'andata a Milano, netta vittoria per 4-1 per la Juventus a Torino nella gara di ritorno.
Dopo la guerra la Juventus alterna stagioni esaltanti a campionati bui, che la vedono scivolare intorno a metà classifica. Inizia l'epopea di Giampiero Boniperti che smetterà di giocare nella Juventus nella stagione 1960-1961 dopo 444 presenze e 178 reti che ne fanno ancora oggi il fedelissimo e il miglior goleador della storia bianconera.
Anche se gli anni '50 la vedono conquistare altri quattro titoli di Campione d'Italia e due coppe Italia. Nel 1949-1950 arriva ancora uno scudetto bissato due anni dopo. Poi cinque campionati in cui non succede nulla fino al 1957-1958 quando arriva un altro scudetto con Charles, Sivori e Boniperti in campo. Nel 1958-1959 arriva quarta in campionato, ma si consola con la coppa Italia battendo in finale l'Inter 4-1.
Nel 1959-1960 altro scudetto e altra coppa Italia battendo la Fiorentina 3-2 dopo i tempi supplementari. La Juventus ormai è a ragione considerata una delle squadre più prestigiose della serie A e anche gli anni '60 confermano questa teoria. Altri due scudetti nel 1960-1961 (con il record di Sivori che nella gara contro l'Inter segna ben 6 gol) e 1966-1967 con quest'ultimo vinto sorpassando l'Inter proprio all'ultima giornata: La Juventus vinse infatti con la Lazio 2-1 mentre i nerazzurri persero a Mantova 1-0. Ma i successi in casa bianconera non si limitano agli scudetti. Nel 1962-1963 vince la coppa delle Alpi, suo primo successo internazionale, con quattro vittorie su altrettante partite (in finale batte l'Atalanta 3-2) e nel 1964-1965 la coppa Italia battendo l'Inter in finale (1-0). Nella stagione 1969-1970 debutta in bianconero Giuseppe Furino, che giocherà fino al 1983/84 vincendo otto scudetti e risultando ancor oggi, assieme a Giovanni Ferrari, il calciatore italiano che ha vinto più tricolori.
image
Due però le finali europee perdute in questo arco di tempo: nel 1964-1965 il Ferencvaros vince 1-0 a Torino togliendo ai bianconeri la coppa delle Fiere; stesso amaro destino nel 1970-1971 contro il Leeds. Anche gli anni '70 si aprono nel nome della Juventus che nel 1971-1972 è di nuovo Campione d'Italia con un punto di vantaggio sul Milan.
L'anno dopo è ancora scudetto con finale da brivido. La Juventus infatti prima dell'ultima giornata si trova al secondo posto insieme alla Lazio con un punto di svantaggio sul Milan. Nell'ultima partita la Juventus vince fuori casa contro la Roma 2-1 (rete a 3' dalla fine della stagione di Cuccureddu), mentre Milan e Lazio vengono sconfitte ribaltando così la situazione.
Il Milan si prende la rivincita in coppa Italia battendo i bianconeri in finale ai calci di rigore.
Sempre nel 1972-1973 i bianconeri raggiungono per la prima volta nella loro lunga storia la finale di coppa Campioni, ma si inchinano all'Ajax per 1-0. Il 28 novembre 1973 i bianconeri perdono a Roma anche la coppa Intercontinentale dall'Independiente, che avevano giocato al posto del rinunciante Ajax: 1-0 con rigore fallito da Cuccureddu quando ancora la situazione era di 0-0.
Nel 1974-1975 e nel 1976-1977 arrivano altri due scudetti, l'ultimo dei quali con un finale da brivido: su 60 punti disponibili la Juventus si laurea campione totalizzandone 51 (record nei tornei a sedici squadre, di cui 24 in trasferta e 26 nel girone di ritorno), a nulla servono i 50 raccolti dal Torino.
Proprio in quest'ultimo anno arriva anche il primo trionfo nelle tre classiche coppe europee. Sempre nel 1976-1977 è arrivato sulla panchina bianconera Giovanni Trapattoni che aprirà un vero e proprio ciclo di vittorie. La Juventus vince infatti la coppa U.E.F.A. battendo in finale l'Athletic Bilbao 1-0 a Torino e perdendo poi 2-1 in Spagna.
Nel 1975-1976 invece non fu sufficiente un girone di andata da record: 26 punti su 30 ottenuti, ma alla fine lo scudetto è del Torino. Gli anni Settanta si chiudono con altri due successi. L'ennesimo scudetto nel 1977-1978 e un'altra coppa Italia nel 1978-1979 battendo in finale il Palermo 2-1 dopo i tempi supplementari. Il nuovo decennio si apre all'insegna di altri successi. Nel 1980-1981 è ancora scudetto e l'anno successivo la Juventus fa il bis.
Sono due scudetti "avvelenati" da infinite polemiche da parte delle società finite seconde. In questo torneo la Juventus eguaglia comunque il record di punti nel girone di ritorno: 26 su 30 come nel 1975-1976. La Fiorentina è beffata nel 1981-1982 negli ultimi novanta minuti. I viola pareggiano 0-0 a Cagliari, i bianconeri vincono invece a Catanzaro.
Continua l'epopea dei trionfi bianconeri: nel 1982-1983 ottiene un sofferto successo in coppa Italia battendo in finale il Verona: all'andata i gialloblù si aggiudicano l'incontro 2-0 in casa, mentre nella gara di ritorno la Juventus riesce a ribaltare il risultato vincendo 3-0 dopo i tempi supplementari. Nel 1982-1983 vince anche il Mundialito per Clubs, ma perde ancora una volta l'epilogo della coppa Campioni: prevale l'Amburgo con un beffardo gol iniziale di Magath.
image
Nel 1983-1984 un doppio trionfo: in campionato e in coppa delle Coppe battendo in finale il 16 maggio 1984 a Basilea il Porto 2-1. La Juventus arriva alla finale di coppa Campioni contro il Liverpool. Si gioca a Bruxelles il 29 maggio 1985 e prima dell'inizio della partita, dopo che già si erano verificati incidenti e scontri tra le due tifoserie, crolla un settore della tribuna dello Heysel dove erano sistemati i tifosi bianconeri. Si intuisce che la situazione è drammatica. Molti tifosi vengono soccorsi sul campo mentre altri corpi senza vita vengono sistemati a bordo campo. I morti saranno alla fine 39. Le due squadre sono negli spogliatoi senza sapere se la partita si sarebbe disputata o meno. Alla fine fu deciso che si doveva giocare. La Juventus vince 1-0 con rete di Platini su rigore al 57'. Ma quella sera c'è stato poco da festeggiare.
Prima di quella tragica partita la Juventus aveva ottenuto un altro importante successo in ambito internazionale. Il 16 gennaio 1985 infatti i bianconeri vinsero la Supercoppa europea battendo proprio il Liverpool 2-0 con doppietta di Boniek.
La Juventus continua a vincere in Italia e in Europa e tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90. Al termine della stagione 1985-1986 si chiude il primo ciclo Trapattoni (tornerà infatti alla Juventus nel 1991-1992 e vi resterà per altri tre anni) che preferisce andare all'Inter. I bianconeri in questi anni mettono in bacheca un altro scudetto nel 1985-1986 (grazie ad un iniziale striscia di 8 vittorie consecutive e 26 punti su 30 ottenuti nel girone di andata), una coppa Intercontinentale nello stesso anno (battono a Tokio l'Argentinos Juniors 6-4 dopo i calci di rigore dopo che i tempi supplementari si erano conclusi sul 2-2), una coppa Italia nel 1989-1990 (battendo in finale il Milan pareggiando 0-0 a Torino e vincendo poi 1-0 a Milano) e sempre nel 1989-1990 una coppa U.E.F.A (vittoria sulla Fiorentina 3-1 a Torino e 0-0 in campo neutro ad Avellino) e infine un'altra coppa U.E.F.A nel 1992-1993 (3-1 contro il Borussia Dortmund all'andata in Germania e poi 3-0 a Torino nel ritorno).
C'è tempo anche per una finale di coppa Italia persa: nel 1991-1992 ad alzare la coppa è il Parma. Nell'estate del 1994 arriva sulla panchina bianconera Marcello Lippi che apre l'ennesimo ciclo vincente della Juventus.
image
Lippi fece ritorno al club nel 2002 e con lui arrivarono giocatori di rilievo come Gianluigi Buffon, il ceco Pavel Nedvěd il francese Lilian Thuram ed il franco-argentino David Trézéguet, le cui prestazioni risultarono fondamentali per la vittoria di due scudetti e due Supercoppe italiane nelle stagioni 2001–2002 e 2002–2003.
La squadra ottenne il quinto Scudetto in nove stagioni ed arrivò per la settima volta in finale di Champions League, la quarta in otto anni, nell'ultima stagione citata.

Il 28 maggio 2004 arriva sulla panchina bianconera Fabio Capello, ex centrocampista degli anni settanta al posto di Marcello Lippi, che invece fu chiamato ad allenare la futura Nazionale campione del mondo. Con lui in panchina arrivano a capoluogo piemontese calciatori del calibro del brasiliano Emerson, Fabio Cannavaro, il francese Patrick Vieira e lo svedese Zlatan Ibrahimović e la Juventus ottiene due primi posti al termine dei campionati 2004–2005, poi revocato, e 2005–2006, in séguito assegnato d'ufficio all'Inter.

Quell'ultima stagione è stata segnata dalla retrocessione in Serie B della compagine bianconera, per la prima volta nella storia della società, con 9 punti di penalizzazione, come conseguenza della sentenza conclusiva legata all'inchiesta sportiva sullo scandalo definito Calciopoli.
Tuttavia la squadra, con un nuovo CdA presieduto dal dirigente aziendale Giovanni Cobolli Gigli, ritorna nella massima serie già nella stagione 2007–2008, dove, sotto la guida dell'allenatore romano Claudio Ranieri, conclude l'ultima stagione al terzo posto della classifica guadagnando l'accesso in agosto 2008 alla Champions League dopo due anni di assenza, cui seguirono nell'ordine Ciro Ferrara, già responsabile del settore giovanile, e Alberto Zaccheroni, ufficializzato nel gennaio 2010.

2010 anni di cambiamenti, come presidente si insedia Andrea Agnelli, direttore sportivo Beppe Marotta e allenatore Del Neri.
Mirò
Fonte: Ju29ro Forumcommunity
I marchi Juve, Juventus sono di proprietà esclusiva della JUVENTUS FC

1 commento:

Anonimo ha detto...

Spero di veder presto non solo il Toro ma anche realtà minori e altri sport regionali.

Ciao e Grazie

Posta un commento