giovedì 8 luglio 2010

La Ing. C. Olivetti & C. – Ivrea 1908

La Ing. C. Olivetti & C., "prima fabbrica italiana di macchine per scrivere" viene fondata a Ivrea il 29 ottobre 1908 da Camillo Olivetti. La società ha 20 dipendenti e le strutture produttive consistono in un'officina di 500 mq, che nei primi anni consente di produrre circa 20 macchine alla settimana.

Il primo modello di macchina da scrivere è la M1, presentata nel 1911 alla Esposizione Universale di Torino. Intorno al 1910, accanto alla produzione di macchine per scrivere si avvia anche la progettazione e produzione di macchine da calcolo, mobili e attrezzature per ufficio.

Olivetti, ivrea,

Nel 1914 il personale della fabbrica ammonta a circa 200 operai e 70 impiegati. Durante la guerra la produzione bellica sostituisce l'usuale produzione di macchine per scrivere.
Negli anni successivi l'Azienda cresce rapidamente ampliando e diversificando l'offerta e sviluppando la presenza commerciale in Europa e nel mondo.

Nel 1920 viene presentata laM20; la produzione annuale, grazie all'introduzione dellalavorazione in serie, alla fine degli anni '20 raggiunge le 13.000 macchine.

 

In quegli anni l'impresa di Ivrea accresce la propria integrazione verticale impiantando una fonderia e creando una società, la Officina meccanica Olivetti (OMO) per la produzione di macchine utensili.

Sotto la spinta di Adriano Olivetti, rientrato nel 1926 da un viaggio di formazione in America, l'impresa completa la propria rete di vendita e, sul modello delle imprese americane, combina l'efficienza produttiva con l'investimento pubblicitario. Nel 1929 è fondata la Hispano Olivetti, nel 1930 la Olivetti belga e nel 1932 la Olivetti Argentina. Vengono lanciati nuovi modelli di macchine per scrivere, fra cui nel 1932 la MP1, la prima portatile.

La produzione negli anni '30 e '40 si estende a telescriventi, calcolatrici, mobili e attrezzature per ufficio. Si avviano attività nel campo delle macchine a controllo numerico, mentre le macchine per scrivere e le calcolatrici vengono sviluppate anche versione elettrica.

Nel 1938 Adriano Olivetti diventa presidente della società che, con la costruzione del nuovo grande stabilimento di via Castellamonte a Ivrea (1939) imposta anch'essa con largo anticipo la strategia e la struttura per la successiva diffusione di massa di macchine per l'ufficio, contrassegnate da un disegno industriale funzionale e consono a un'immagine pervasiva sui diversi servizi aziendali.

Adriano Olivetti mostra grande attenzione verso lo sviluppo della tecnologia, l'innovazione, la qualità dei prodotti; accentua l'espansione sui mercati internazionali; cura il design industriale, e affronta con grande sensibilità le problematiche sociali del lavoro e del rapporto tra azienda e territorio.

La sua poliedrica personalità di imprenditore, intellettuale, editore e urbanista sempre attento ai problemi sociali, lo porta ad estendere l'attività anche al di fuori del campo strettamente industriale. Avvia la progettazione e costruzione di nuove fabbriche, uffici, case per dipendenti, mense, biblioteche, asili, dando origine ad un articolato sistema di servizi sociali.

Sotto la guida di Adriano, gli anni 50 segnano una fase di crescita straordinaria. Olivetti afferma una leadership incontrastata nella tecnologia meccanica dei prodotti per ufficio: i prodotti simbolo sono la Lexikon 80, macchina per scrivere standard lanciata nel 1948, la Lettera 22, famosa portatile introdotta sul mercato nel 1950, e la calcolatrice Divisumma.
Il numero delle macchine per scrivere montate negli stabilimenti italiani cresce senza sosta fino al 1967, quando si superano gli 800.000 pezzi.

Per le macchine calcolatrici gli incrementi sono ancora più cospicui, passando da meno di 50.000 unità prodotte nel 1950 a quasi un milione vent'anni più tardi.

Adriano Olivetti prosegue nel dopoguerra le linee strategiche già impostate e rivolte a fare dell'impresa di Ivrea una grande multinazionale del settore, attraverso un'estesa rete distributiva, filiali e stabilimenti produttivi decentrati.

Lettera 32     Divisumma

Nel 1955 la Olivetti conta quasi 50.000 dipendenti, di cui la metà in Italia, ed è presente con attività produttive e distributive in 170 paesi del mondo.

Continua quindi lo studio di soluzioni organizzative e tecnologiche d'avanguardia allo scopo di allargare la produzione di massa grazie all'eccellenza dei progetti costruttivi e all'innovazione delle strategie di prodotto e di mercato.

Nel 1959 la Olivetti incorpora la Underwood Corporation, importante impresa americana del settore. L'Olivetti compie in quegli anni la prima importante svolta tecnologica della sua storia investendo con grande tempestività nella emergente tecnologia elettronica.

Olivetti fin dal 1952 apre un piccolo laboratorio di ricerca a New Canaan, nel Connecticut, e quindi nel 1955 decide di creare un laboratorio di ricerche elettroniche nei pressi di Pisa.

Il frutto degli investimenti effettuati in questo settore e dell'assiduo lavoro condotto dal gruppo dei ricercatori di Pisa è l'Elea 9003, primo calcolatore elettronico interamente sviluppato in Italia presentato da Olivetti nel 1959. Si tratta di una macchina completamente transistorizzata che sul piano tecnologico pone l'Olivetti all'avanguardia rispetto agli altri produttori mondiali di computer.

Ivrea, La fabbrica di mattoni rossi, 1895. Tratta da: it.wikipedia.org La divisione elettronica consegue risultati di frontiera con la Programma 101, precursore del personal computer. I piani ambiziosi di espansione in un settore che necessitano di grandissimi investimenti, assieme alla necessità di riassorbire il contraccolpo finanziario dovuto all'acquisizione della Underwood indeboliscono però l'impresa.

Alla morte di Adriano Olivetti, nel 1960, il gruppo è impegnato in un ambizioso programma di sviluppo internazionale che riguarda, oltre alle produzioni di macchine per ufficio, i grandi elaboratori elettronici, gli arredi metallici e le macchine utensili.

La morte improvvisa del grande imprenditore è all'origine del disfacimento di un progetto che aveva cercato di coniugare la formazione di un vasto complesso multinazionale alla concretizzazione di un ideale comunitario in cui l'impresa diveniva un'istituzione territoriale aperta e promotrice del rinnovamento politico, socioeconomico e urbanistico, e come centro di servizi culturali e sociali per la comunità.

Il pensiero organizzativo di Adriano Olivetti è fondato sul principio della partecipazione dei lavoratori e delle loro organizzazioni alle decisioni d'impresa nel quadro dinamico di un "negoziato permanente" capace di creare i presupposti per il consenso e la partecipazione collettiva alle scelte aziendali.

Manifesto, olivetti

Il Canavese, l'area circostante Ivrea, diventa un laboratorio per la realizzazione di queste istanze innovatrici, e altri progetti anche se necessariamente meno organici, sono elaborati in Campania e Basilicata.

Nel 1964 la situazione degenera e rende inevitabile un'operazione di salvataggio coordinata da Mediobanca che porta nella società, oltre a Mediobanca, l'Imi, la Fiat, la Pirelli e la Centrale. Il primo atto di Bruno Visentini, chiamato alla presidenza del gruppo, è la cessione della divisione elettronica.

All'inizio degli anni Ottanta, con la guida di Carlo De Benedetti la trasformazione della Olivetti è drastica. Il gruppo di Ivrea entra nel mercato dei personal computer.

Tra i prodotti più significativi che vengono lanciati in questi anni vi sono la prima macchina per scrivere elettronica (Et 101 nel 1978) e il primo personal computer (M20 nel 1982), a cui fa seguito due anni più tardi il modello M24 che riscuote un notevole successo.

Negli anni Novanta, scontate le difficoltà per l'affermazione di un'impresa europea nella fabbricazione in grandi serie di personal computer di fornite alla concorrenza asiatica, rivoluziona la propria attività concentrandosi nella telefonia in coincidenza con la diffusione dei primi telefoni portatili.

Il numero di utenti della telefonia mobile cresce da poco più di 500.000 nel 1991 fino a superare i 30 milioni all'inizio del nuovo secolo.

La Omnitel costituita dal gruppo Olivetti sin dal 1990, divenuta operativa nel 1995, è il secondo concorrente con 10 milioni di clienti, mentre la consociata Infostrada, nata entro lo stesso gruppo, si afferma nel campo della telefonia fissa.


Nel 1999 la Olivetti, ch'era stata ceduta nel 1996 a Roberto Colaninno, acquisisce il controllo della Telecom, mentre in seguito a diversi passaggi di proprietà la Omnitel sarà fusa nella multinazionale inglese Vodafone e Infostrada entrerà nel gruppo Enel.

     Mirò

 

Fonte:Storia e Cultura dell’Industria

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