venerdì 2 luglio 2010

Libertà d’informazione, io sono libero…..

Non sono un giornalista ma un povero blogger che dedica molto, forse troppo tempo  a cercare di far conoscere sì la nostra regione ma, nel suo  piccolo di  fare anche informazione e non mi sento per niente intimidito o limitato anche se passa la nuova legge, anzi ben venga.

Le manifestazioni di oggi dei giornalisti come quelle dei magistrati sono solo di stampo  politico e nulla hanno a che vedere con la realtà delle cose, anche il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Mancino ritiene assurdo e incomprensibile lo sciopero indetto dai magistrati e fino ad ora lo stesso Mancino è stato sempre molto duro con l’attuale governo.

Per quanto concerne i giornalisti, si considerano intoccabili al disopra di ogni legge, e no!  questi che hanno manifestato oggi sono, per me, solo professionisti del giornalismo spazzatura perchè in Italia non c’è e non ci sarà mai censura, c’è solo urgente bisogno di regole e che siano fatte rispettare.

Il problema è che di giornalisti veri ce ne sono pochissimi in giro, gli altri non sono degni neanche di essere presi in considerazione, e se oggi manifestano è perchè se gli togli il gossip, rubato, non sonno cosa scrivere.

Finchè ci sono in giro personaggi come Lerner, Grillo, Santoro etc… o trasmissioni pseudo satiriche che disprezzano e  insultano oltre ogni decenza chi non sta dalla loro parte, mi spiegate per favore dove sta di casa la censura?

Mi ha stupito molto vedere oggi in piazza esponenti del PD e della Sinistra Extraparlamentare  manifestare per instaurare in Italia uno stato di polizia, mi domando cosa sarebbe successo se la manifestazione fosse stata organizzata dal centrodestra.

A questo proposito pubblico uno stralcio dell’editoriale di  Piero Ostellino, (editorialista del    “Corriere della Sera” ) pubblicato  in data 29 giugno.

<Maggioranza e opposizione rischiano di perdere di vista i fondamentali della democrazia. A 65 anni dalla fine del fascismo, una parte cospicua di italiani, preoccupata dalla dilagante corruzione, scende in piazza al grido «intercettateci tutti», evocando i metodi dello Stato di polizia, dall’Ovra fascista alla Stasi comunista. L’invocazione ha poco a che vedere con la legittima opposizione alla proposta di legge del governo sulle intercettazioni in discussione in Parlamento. Essa rivela, piuttosto, la convinzione che la corruzione sia connaturata alla «nostra democrazia » e che il solo modo di combatterla stia nel sacrificare la democrazia stessa, incarnata, qui, nell’articolo 15 della Costituzione: «La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili ». Il centrosinistra, che sostiene tale comportamento intimamente pericoloso, invece di incoraggiarlo, farebbe bene a rifletterci.>

Mi sono permesso di rubare queste poche righe in quanto rispecchiano in pieno il mio pensiero e spero con questo di non aver urtato la suscettibilità di nessuno. Se così fosse me ne scuso e sono pronto su richiesta a rimuovere immediatamente il paragrafo in oggetto.

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