sabato 18 giugno 2011

BERTONE – Storia di una Carrozzeria Torinese che ha segnato un’epoca

BERTONE – Storia di una Carrozzeria Torinese famosa nel mondo

Il primo lavoro importante della carrozzeria Bertone è del 1921: una torpedo realizzata su meccanica SPA 23S, alla quale seguì la Fiat  501 Sport Siluro Corsa. Negli anni Venti, la Bertone collabora con quasi tutti i costruttori dell'epoca: Fast, Chiribiri, Aurea, SCAT, Diatto, Itala, SPA, Fiat e Lancia. Sono anni fondamentali dal punto di vista stilistico: lentamente le linee delle carrozzerie si evolvono, perdono le spigolosità delle antenate, i parafanghi cominciano a essere raccordati tra loro.

Bertone - Logo

Accanto alle vetture sportive, quali l'Ansaldo 6BS del 1928, Giovanni Bertone disegna automobili di grande lusso, quali la limousine Fiat 505 e la Itala 51S, entrambe del 1924, e la Lancia Lambda del 1928 e la Lancia Artena del 1932. Nel 1933 il giovane Nuccio, figlio di Giovanni entra ufficialmente nell'azienda paterna. Con l’aiuto dello stilista Mario Revelli di Beaumont nel 1934 nasce la Fiat 527S Ardita, che rappresenta un punto di svolta nell'architettura del car-design con dettagli per allora stupefacenti, quali gli inconfondibili gruppi ottici anteriori carenati lungo il cofano.

Altri modelli straordinari per i canoni dell'epoca sono: la Fiat 1500 "6 luci" Aerodinamica, la Lancia Aprilia Cabriolet e la Fiat 1500 Torpedo con la capote a scomparsa totale all'interno del corpo vettura. Negli anni 40 escono alcune Lancia Aprilia carrozzate gran lusso e una Fiat 2800 cabriolet a passo lungo di straordinaria eleganza. Dall'incontro con Vittorio Stanguellini nasce nel 1948 un coupé su telaio Fiat 1100 che riscuote un grande successo di pubblico. Le ricerche nel campo dell'aerodinamica culminano nel 1956 con la Abarth 750 Record provata sulla pista ad alta velocità di Monza, che stabilisce ben dieci primati mondiali.

Bertone, X1/9

Nel dicembre 1959 Giorgetto Giugiaro diventa capo del centro stile Bertone. Giugiaro si afferma nel panorama del design torinese sia con proposte di ricerca avanzata (Aston Martin DB/4 Jet , Ferrari 250 GT del 1962, Chevrolet Corvair Testudo, Alfa Romeo. Canguro), sia con la definizione stilistica di vetture di serie (come l’Alfa Romeo Giulietta Sprint , la BMW 3200 CS, l’Alfa Romeo Giulia GT, la Fiat 850 spider, il coupé Fiat Dino).

Oltre a Giugiaro, con Bertone crebbero professionalmente alcuni importanti designer quali Giovanni Michelotti, Franco Scaglione (il creatore delle vetture concept BAT per Alfa Romeo). Maturarono e fecero fortuna anche Marcello Gandini e Marc Deschamps.Gli anni Sessanta si chiudono con la nascita di un sodalizio con Ferruccio Lamborghini e la Miura. Stupire, esplorare morfologie inedite, creare una nuova sintassi grafica che proietti nel futuro le forme dell'automobile è ormai il marchio di fabbrica di Nuccio Bertone, che nel 1968, al Salone di Parigi, presenta la concept Carabo.

Bertone, Stratos HF

Con il prototipo Stratos Zero, Bertone supera il concetto di stile, imponendosi come una sintesi senza tempo di architettura, scultura e design industriale. Dopo la morte di Giovanni Bertone (1972) vedono la luce la superba Maserati Kamshin e la Fiat X1/9, che si propone come l'erede della 850 Spider ripetendone il clamoroso successo commerciale. Dalla metà degli ani ‘70 l’azienda si trasforma in costruttore di automobili a ciclo completo. Nel 1982, Nuccio Bertone firma un importante progetto di stile, quello della Citroen BX e nel 1985, inizia la produzione della Volvo 780.

Niccio Bertone

Un nuovo accordo commerciale viene stipulato nel 1987 con la General Motors Europe, che affida a Bertone la produzione della Kadett Cabrio. La collaborazione con il marchio Opel prosegue con la prima generazione dell'Astra Cabrio e arriva fino a oggi con i nuovi modelli della Astra Coupé e Cabriolet. Senza rinunciare a esplorare nuovi linguaggi formali per l'architettura dell'automobile, Bertone entra nell'ultimo decennio del secolo accentuando la sperimentazione di tecnologie

Al Salone di Torino del 1992 presenta la barchetta Blitz, show car che abbina il motore elettrico a soluzioni costruttive di avanguardia e nel 1994  è la volta della ZER (Zero Emission Record), concepita e realizzata per raggiungere le più alte prestazioni nel settore dei veicoli elettrici. Dopo la morte di Nuccio Bertone (1997), l’azienda ha continuato la sua produzione di auto con modelli come la Bertone Birusa, la Jet 2, la Villa e la recente Suagnà e ha sviluppato la tecnologia drive-by-wire.

Fonte: Storia e cultura dell’industria

 

     Mirò

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