giovedì 21 luglio 2011

Enrico Marone Cinzano

Enrico Marone Cinzano

Enrico Marone, figlio di Alberto e di PaolaCinzano, nasce a Torino il 15 marzo 1895 e diventa l'ultimo discendente della dinastia fondatrice della "Francesco Cinzano" a soli 8 anni, alla morte del nonno paterno.

Il giovane Enrico prende, pertanto, il doppio cognome Marone Cinzano, per non estinguere la linea della famiglia. Nel 1915 si arruola volontario nell'esercito italiano, partecipando alle battaglie di S. Michele e dell'Isonzo che segnano l'inizio della Prima guerra mondiale.

Enrico Marone Cinzano

Congedatosi con il grado di sottotenente torna a Torino  e fa il suo ingresso nell'azienda di famiglia, diventandone rapidamente una figura centrale grazie alle sue capacità e all'ampia delega concessagli dal padre. Nel 1918 l'azienda passa, infatti, sotto il controllo di una nuova società in nome collettivo denominata "Ditta Francesco Cinzano & C. di Alberto ed Enrico Marone". Enrico comprende fin da subito la potenzialità della carta stampata per pubblicizzare l'azienda: negli anni Venti e Trenta, infatti, commissiona manifesti a Leonetto Cappiello e Marcello Dudovich.
Malgrado le aumentate responsabilità, Enrico mantiene vivi i propri interessi, fra cui l'automobilismo e il football, tanto da diventare presidente del Torino nel 1924 e portare la squadra al primo scudetto nel 1928. Negli stessi anni Enrico, dal 1922 vice presidente della Società Cinzano, guida un'importante riorganizzazione dell'assetto societario e della struttura produttiva dell'azienda di famiglia, che mira a decentrare le produzioni all'estero attraverso la costituzione di società autonome integrate, dal 1927, nella holding "Cinzano Limited". La prima di queste è la "Cinzano Italia", nata già nel 1922 e seguita a breve distanza di tempo dalle consorelle argentine, spagnola, cilena, tedesca e da diverse altre.

L'assetto scelto da Enrico consente al gruppo di affrontare con migliori prospettive una fase particolarmente delicata dell’economia mondiale, segnata dal ripristino delle barriere doganali, dal proibizionismo e, alla vigilia della guerra, dall'isolamento internazionale dell'Italia. Nel 1928 Enrico sposa Noemi Alcorta (1907-1937), figlia di diplomatici argentini; dal matrimonio nascono tre figli: Alberto, Rosa Anna e Consuelo.

imageNel 1933 Enrico subentra definitivamente al padre nella presidenza della Cinzano Italia e di tutte le consociate estere. Negli stessi anni diventa presidente della "Savi Florio e C.", società specializzata nella produzione del marsala e di altri vini liquorosi. Si risposa nel 1940, anno in cui diventa conte, con l'Infanta Maria Cristina di Borbone, figlia di Alfonso XIII re di Spagna. Dal matrimonio nascono quattro figlie: Vittoria, Giovanna, Maria Teresa e Anna.

La Seconda Guerra Mondiale rappresenta un momento difficile per l'azienda, superato grazie alle solide basi gettate negli anni precedenti e all'elasticità della sua struttura: la Cinzano Limited, trasferitasi in Canada, viene posta sotto sequestro, lo stabilimento Florio viene distrutto dai bombardamenti e quello di Santa Vittoria  pesantemente danneggiato. Durante l'occupazione tedesca, Enrico partecipa attivamente alla Resistenza, organizzando la missione "Glass e Cross" e collabora con i Maquisard francesi.

Nel dopoguerra guida poi la ripresa dell'attività di famiglia e porta a compimento il progetto di decentramento, avviato nel 1922, con la creazione di 9 nuove società nazionali. Le pesanti incombenze non gli impediscono tuttavia di dedicarsi ad attività sociali e di ricoprire importanti incarichi pubblici e rivestire un ruolo rilevante nella ricostruzione industriale del Piemonte.

Cantine Cinzano

Nel 1949 istituisce, in onore del padre, la Fondazione Alberto Marone Cinzano presso l'Università di Torino per un corso di specializzazione in Viticoltura ed Enologia. Durante la presidenza dell'Istituto Tecnico Agrario di Alba  trasforma la scuola in laboratorio di sperimentazione e interviene per ricostruire la scuola Enologica dopo l'alluvione del 1944. Dal 1946 assume la carica di presidente della Camera di Commercio di Torino, e presiede l'istituzione continuativamente dal 1950 al 1957.

A capo dell'importante istituto ristruttura la Borsa Merci, avvia i lavori per il nuovo edificio della Borsa Valori istituisce il Centro di Ricerche e Assistenza Tecnica di Mercato, sollecita la collaborazione fra le Camere di Commercio europee per l'istituzione di consorzi ed è il promotore principale della politica di potenziamento delle vie di comunicazione. In questo ambito si distingue come promotore della realizzazione dei trafori alpini del Frejus (1957) e del Gran San Bernardo (1964).

Enrico inoltre, su invito della madre Paola, si dedica al miglioramento della frazione nata intorno allo stabilimento di Santa Vittoria; realizza una scuola, un asilo, una chiesa, fonda il "Gruppo Anziani Cinzano" e favorisce lo sviluppo del villaggio Cinzano, cresciuto attorno al polo produttivo di Santa Vittoria.
Si ritira infine a Ginevra, dove muore il 23 ottobre 1968, passando la gestione dell'impresa al figlio Alberto.

Fonte: Storia e cultura dell’industria

 

     Mirò

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