martedì 31 maggio 2011

Torino magica, il fantasma di Palazzo Barolo di Elena Matilde Provana di Druent

Il fantasma di Palazzo Barolo di Elena Matilde Provana di Druent

Una visita di Torino  come città magica ed esoterica deve prevedere una sosta presso questo palazzo.Palzzo Barolo deve il nome ai Falletti di Barolo che lo ereditarono dalla famiglia Provana di Druent. Oltre alla fervente attività benefica della marchesa Giulia di Barolo nella prima metà dell'800, il palazzo fu luogo di avvenimenti misteriosi legati alla figura di Elena Matilde Provana di Druent.

Elena Matilde di Provana Druent

I Provana di Druent furono coloro che fecero costruire il palazzo all'inizio del 1600. Nel 1674 nasce Elena Matilde che nel 1695 sposa il cugino di terzo grado Gerolamo IV Gabriele Falletti di Barolo.

Durante il ricevimento effettuato a palazzo, la sposa aveva al collo una preziosa collana di perle, prestito della ducessa di Savoia moglie dell’allora Duca Vittorio Amedeo II.

Durante le danze, improvvisamente, crollò lo scalone del palazzo procurando tanto spavento, ma nessun ferito. Nella confusione dovuta al crollo venne smarrita la collana della sposa, che fu però ritrovata il giorno seguente tra le macerie.

La scala fu poi ricostruita, ma in molti videro il crollo come segno nefausto per gli sposi, e in effetti non fu un matrimonio fortunato. Poco tempo dopo, il padre di Elena Matilde, richiamò a palazzo la figlia poichè impossibilitato a pagare la dote a causa dei suoi debiti di gioco. La giovane sposa impossibilitata a vedere il marito, ne soffrì molto e gradualmente perse il suo equilibrio mentale.

Il 24 febbraio 1701 si suicidò gettandosi dalla finestra del primo piano.

Nonostante la spessa coltre nevosa accumulatasi nella notte potesse far pensare ad un affievolimento delle conseguenze della caduta, la gravità delle condizioni della ragazza fu d’immediata evidenza a quanti la soccorsero. Il corpo ormai esanime della figlia di Monsu Druent – soprannome del Conte Giacinto Ottavio Antonio Provana di Druent - fu adagiato sulla fredda lastra di pietra che giace tuttora sul lato sinistro dell’atrio dell’edificio che sorge al civico 7 di Via delle Orfane, conosciuto con l’attuale denominazione di Palazzo Falletti di Barolo.
La leggenda vuole che dal lacerante momento della separazione dell’anima dal corpo, lo spirito di Matilde si aggiri irrequieto ripercorrendo ossessivamente il cammino che conduce dall’atrio del palazzo paterno alle sale del piano superiore, alla vana ricerca dei figli e dell’amato marito. La contessa era stata indotta all’estremo gesto dall’imposizione autoritaria del padre che, strappandola all’affetto dei propri cari, l’aveva rinchiusa nelle sale del palazzo dove impazzì.

 

    Mirò

1 commento:

Unknown ha detto...

Ad Alba si svolgeranno Seminari estivi di musica jazz, rock e blues: 13-14-15 e 20 -21 giugno 2011
Sarebbe possibile che pubblicaste la notizia?
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